Accorciamo le distanze…

"Nel passato, il pericolo era che gli uomini diventassero schiavi; il pericolo del futuro è che diventino robot".

Ancora una decina di anni fa, quando le nostre scrivanie si svuotavano di oggetti, gesti, rumori familiari e rassicuranti, lasciando il posto a quei primi personal computer che ora ci sfidavano, sprezzanti, ad entrare in un futuro dalla dimensione ancora ignota, in molti avremmo condiviso la preoccupazione di Erich Fromm.

Ma la rivoluzione era appena iniziata, e di lì a poco ci saremmo ritrovati scaraventati nel futuro, improvvisamente.

La Società dell'Informazione in pochi anni ha rivoluzionato l'esistenza di centinaia di milioni di persone, spingendosi fin dentro le mura domestiche, modificando i tempi e la qualità della vita e del lavoro, i consumi, gli svaghi, le relazioni, la vita culturale e sociale degli individui.

Le autostrade telematiche ci hanno liberato dai vincoli di tempo e spazio. Flessibilità e libertà sono divenuti attori protagonisti nell'organizzazione economica e sociale delle moderne comunità.

La conoscenza si è affermata come priorità, il fondamento della scelta.

Non più schiavi né robot ma donne e uomini consapevoli di sé, le nuove generazioni entrano in gioco, chiedendo alla società altrettanta consapevolezza e modernità.

Quel futuro comincia a non spaventare più, ma a rassicurarci: la tecnologia al servizio della qualità della nostra vita e non altro.

E, quasi fossimo nel pieno dell'epidemia che a Macondo faceva perdere la memoria ai personaggi di Cent'anni di Solitudine, molti di noi - ad esempio il Legislatore - sentono il bisogno di dover scrivere le parole per paura di perderne il senso……... ritrovandosi magari dopo appena pochi mesi a non comprenderne più il significato autentico o ad avere tra le mani una norma ormai obsoleta.

Ciò è accaduto ed accade per il Telelavoro, Lavoro a Distanza, Lavoro in Rete.

E' ancora percepito come lavoro svolto presso l'abitazione, quasi sempre dipendente e di routine, quindi nel tempo alienante; chi ha realizzato forme di telelavoro impropriamente - vedendolo come mezzo per ridurre i costi o per isolare forza lavoro, ovvero gli schiavi ed i robot di Fromm - non ha fatto nulla di nuovo, ha solo confezionato un abito dal taglio moderno ma dalla stoffa vecchia e probabilmente tarlata.

Chi invece ha realizzato forme di flessibilità per accrescere la qualità e per consentire al lavoratore di controllare meglio i processi di lavoro, assumendo responsabilità ed autonomia, ha scritto probabilmente il significato autentico della parola telelavoro: nuova modalità lavorativa in una moderna organizzazione del lavoro.

In Europa quasi il 3 per cento degli occupati telelavora (4 milioni). Non solo lavoratori dipendenti, ma professionisti e addirittura ministri.

Il Rapporto europeo '98 sul Telelavoro in Europa sottolinea che i principali ostacoli allo sviluppo del lavoro in rete sono la mancanza di infrastrutture adeguate, sia nel campo delle tecnologie che in quello dei servizi per il telelavoro, le legislazioni del mercato del lavoro che non riconoscono ancora le forme di lavoro flessibile come il T., la mancanza di informazione. In Italia a questi si unisce anche l'elevato costo telefonico - tra i più alti d' Europa - ed il livello molto basso dell'uso dei pc e di Internet, oltrechè una certa resistenza da parte degli imprenditori e dei dirigenti.

Ci sono molte cose da fare per entrare nel futuro. E ad ognuno di noi il compito di contribuire, per la piccola o grande parte che possiamo e sappiamo fare, ad … accorciare le distanze tra quel futuro e l'oggi. Ta formazione e lavoro, tra nuove domande e organizzazione della collettività, tra saperi e poteri, tra cittadini e società.

Ecco perché un Telecentro. Per rispondere ad un bisogno di CONOSCENZA che pervade la società, in particolare il mondo dei giovani e del lavoro.

Il nostro Centro nascerà come luogo di sperimentazione e ricerca nel campo della formazione e del lavoro nella Società dell'Informazione.

I nostri interlocutori saranno il mondo della piccola e media impresa (iniziative formative ad hoc per lavoratori e dirigenti di impresa, aggiornamenti sulla legislazione nazionale ed internazionale, centro studi e documentazione, stage, ecc.) della Scuola e Università (progetti finalizzati all'alfabetizzazione degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori sull'uso delle nuove tecnologie nella formazione e nel lavoro a distanza, teledidattica), della pubblica amministrazione (progetti per il miglioramento di servizi al pubblico, sportelli informativi e di assistenza, ecc.).

Il Centro - la cui realizzazione sarà completata nei prossimi mese - è attrezzato con un'Aula per la teleconferenza ed una sala con alcune postazioni telematiche complete.

Sarà possibile lavorare, studiare, eseguire ricerche su banche dati e navigazioni in Internet, consultare giornali e riviste, avere assistenza e consulenze. Sarà inoltre a disposizione un Centro Studi e centro copie.

Senza barriere architettoniche, ad un passo dal centro e collegato ottimamente con tutta la città.

Dal mese di dicembre è partito il primo progetto pilota del nostro Telecentro.

Voglio ringraziare il Rettore dell'Università di Camerino, prof. Ignazio Buti, che ha scelto come sede per l'Università a Distanza dell'Ateneo marchigiano il nostro Telecentro, e con cui abbiamo sottoscritto un importante accordo di collaborazione che farà del nostro Centro un luogo di approfondimento e confronto sulle tematiche gius - lavoristiche.

Un altro ringraziamento va agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Genovesi di Roma, il Preside e gli Insegnanti, per aver realizzato - in collaborazione con la dott.ssa Scarpitti ed il dott. Cariani - una interessante ricerca dal titolo " il ruolo della scuola e della formazione tra nuove tecnologie e nuovi lavori", i cui risultati potete trovarli nel sito dei consulenti del lavoro.

E per finire ringrazio tutti gli ospiti e gli intervenuti alla manifestazione inaugurale del 18 gennaio, lo staff dell'Enpacl e le Aziende che hanno reso possibile tutto questo.

Giuseppe Innocenti

Presidente Enpacl

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